Via dei Pini e Ripamonti Due: due interventi, un progetto di riqualificazione
Nell’articolo “Pieve Emanuele come modello di rinascita” ho già parlato della ripartenza dell’ex Hotel Ripamonti Due. Oggi voglio approfondire un aspetto importante: il legame tra quel recupero e la trasformazione dell’area ex Panther, in via dei Pini, dove sorgerà anche la nuova sede della Farmacia Comunale 2.
Sono due interventi distinti, ma urbanisticamente connessi attraverso una misura incentivante inserita nell’ultimo Piano di Governo del Territorio, approvato durante il mio assessorato. Il loro avvio nello stesso periodo è il risultato di questo percorso comune.
All’ex Hotel Ripamonti Due è iniziata una prima fase di messa in sicurezza, propedeutica alla ristrutturazione e al ripristino della funzionalità dell’edificio. Il recupero completo richiederà tempo, ma vedere partire i lavori dopo tanti anni di chiusura rappresenta già un traguardo importante. Significa vedere una previsione del PGT tradursi in un intervento concreto.
In via dei Pini, intanto, torna a vivere l’area dell’ex centro sportivo Panther, rimasta in abbandono per decenni. Qui il progetto prevede due medie strutture di vendita: un supermercato Famila, con 1.500 metri quadrati di superficie di vendita, e uno spazio commerciale non alimentare. A queste si aggiungeranno la nuova farmacia comunale, circa 300 parcheggi a uso pubblico e aree verdi.
L’intervento porterà nuovi servizi e opportunità occupazionali, restituendo una funzione a un luogo che per troppo tempo ha rappresentato una situazione di degrado per il quartiere.
La nuova sede della Farmacia Comunale 2 è una parte del progetto alla quale tengo particolarmente. Ho preferito rinunciare alla monetizzazione prevista nell’ambito dell’intervento e destinare quel valore al rinnovamento di un servizio per la cittadinanza.
Oggi la farmacia si trova in un locale che l’amministrazione utilizza in affitto. La nuova sede consentirà di inserirla in un contesto commerciale più ampio, con spazi rinnovati e maggiori servizi. Il trasferimento permetterà inoltre al Comune di risparmiare un canone di locazione superiore a 20 mila euro l’anno.
È un beneficio che durerà nel tempo: una sede più adeguata per un servizio comunale e una riduzione stabile della spesa.
Il significato di questi due interventi sta anche qui. Attraverso le scelte del Piano di Governo del Territorio abbiamo creato le condizioni per collegare il recupero di una struttura chiusa da anni alla riqualificazione di un’area abbandonata, ottenendo servizi e vantaggi concreti per la comunità.
Ora quel lavoro comincia a prendere forma nei cantieri.